Athens News - Tumori gastrointestinali, chance per più pazienti grazie a cure su misura

Tumori gastrointestinali, chance per più pazienti grazie a cure su misura
Tumori gastrointestinali, chance per più pazienti grazie a cure su misura

Tumori gastrointestinali, chance per più pazienti grazie a cure su misura

Colpiti 60 mila italiani l'anno, ricerca molecolare ha cambiato il paradigma terapeutico

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Ogni anno 60 mila italiani si ammalano di tumori gastrointestinali, neoplasie complesse che negli ultimi anni sono stati interessate da un profondo cambiamento nelle modalità di trattamento: non più cure standard per tutti i malati, ma percorsi disegnati intorno alla biologia del tumore, alla risposta alle cure e alla storia del paziente. Questo cambio di paradigma è al centro dell'incontro "Lazio Network: Breaking News and Real-Life in Gastrointestinal Cancers", promosso dall'Irccs Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (Ire) e dall'Asl Latina in corso a Roma. "Non si tratta di sostituire le terapie tradizionali, ma di integrarle in maniera intelligente", spiega Emanuela Dell'Aquila, oncologa e referente per le neoplasie gastrointestinali all'Ire. "Oggi il paziente non segue più un percorso standard. Ogni caso viene rivalutato dal team multidisciplinare nelle diverse fasi della malattia, adattando le strategie terapeutiche alla risposta alle cure e alle caratteristiche biologiche del tumore", aggiunge. "Due pazienti con la stessa diagnosi possono beneficiare di trattamenti differenti. Il profilo molecolare è diventato la nostra bussola". In tal modo sta cambiando l'approccio a molte neoplasie. Le conoscenze molecolari consentono oggi di colpire selettivamente molti tumori dello stomaco e delle vie un tempo considerati 'orfani'. Lo stesso vale per il tumore del colon-retto. "La ricerca molecolare sta cambiando la mappa dei bersagli terapeutici. Tumori che fino a pochi anni fa non avevano opzioni di personalizzazione oggi hanno profili genetici sempre più leggibili e su quei profili stiamo costruendo studi clinici dedicati", evidenzia Giovanni Blandino, direttore scientifico dell'Istituto Regina Elena. "L'Ifo punta a diventare l'hub regionale per la profilazione molecolare dei tumori gastrointestinali, un luogo dove le informazioni biologiche generate nei diversi centri del Lazio vengono trasformate in opportunità terapeutiche, ricerca clinica e decisioni condivise", conclude.

D.Nikolaou--AN-GR