Athens News - Tessere vibranti che si organizzano da sole, per i futuri robot

Tessere vibranti che si organizzano da sole, per i futuri robot
Tessere vibranti che si organizzano da sole, per i futuri robot

Tessere vibranti che si organizzano da sole, per i futuri robot

Si sintonizzano sullo stesso ritmo in modo autonomo

Dimensione del testo:

Sviluppate delle tessere vibranti che si organizzano in modo autonomo fino a sintonizzarsi sullo stesso ritmo e muoversi all'unisono, come in un'orchestra senza direttore: potranno aprire importanti applicazioni per robot del futuro ispirati ai meccanismi della natura. A metterle a punto è la ricerca pubblicata sulla rivista su Nature e coordinata da Jack Binysh, dell'Università di Birmingham, e Jonas Veenstra, dell'Università di Amsterdam. "La nostra ricerca - ha detto Binysh - offre un esempio sorprendente di organizzazione spontanea: minuscole vibrazioni si auto-organizzano fino a far muovere l'intero materiale in modo coordinato. Proprio come dei musicisti che trovano gradualmente lo stesso ritmo". Ma al posto dei musicisti ci sono delle tessere esagonali di materiale bidimensionale, ossia così sottile da non avere praticamente spessore, affiancate tra loro a formare una struttura a nido d'ape. Negli esperimenti in laboratorio le tessere sono state fatte vibrare in modo autonomo e caotico, ma con il passare del tempo i ricercatori hanno osservato che le oscillazioni iniziavano gradualmente ad allinearsi su nuove frequenze come in una sorta di accordo collettivo. Sono state così sperimentate varie combinazioni e disposizioni. Per esempio, disponendo le tessere a formare un anello, è stato possibile produrre rotazioni dell'intero anello, oppure generare delle deformazioni ben definite della struttura modificando la frequenza di vibrazione di alcune singole tessere. Comportamenti, , ha concluso Veenstra, che fanno ipotizzare l'uso di questa tecnica anche per progettare materiali innovativi o robot modulari: "invece di progettare una struttura distinta per ogni compito, potremmo sfruttare le diverse modalità di un unico materiale per avere comportamenti differenti, realizzando robot molto semplici ma multifunzionali".

N.Tzortzis--AN-GR