Sorrentino, il cinema è un cumulo di bugie che intercetta la verità
Il regista de La grazia incontra a Bologna studenti di giurisprudenza
"Cosa potrebbe imparare il diritto dal cinema? Il cinema è uno strano oggetto artistico: è un cumulo di bugie che si accumulano talmente tanto che a volte intercettano la verità". Così Paolo Sorrentino risponde a una studentessa in occasione di un incontro in ambito universitario con un gruppo di studenti di giurisprudenza di Bologna del progetto Art. 34 - Falling in Law, al termine della proiezione del film La grazia. Quindi, continua il regista, "forse il diritto potrebbe imparare questo: e cioè che più inseguire la verità se insegui la bugia arrivi alla verità. Mi è capitato tante volte che mettendo insieme una quantità di bugie, poi per un meccanismo misterioso queste corrispondessero alla verità" dice ancora il regista che tuttavia conclude: "Se questo poi si possa mutuare con il diritto però non lo so...". Durante l'incontro al cinema Odeon di Bologna alcuni studenti di giurisprudenza del progetto Art. 34 - Falling in Law hanno dialogato con il regista sul rapporto tra cinema, responsabilità e libertà. Le domande degli studenti hanno messo in evidenza la dimensione giuridica del film, intesa come riflessione sulle scelte individuali, sul potere e sulle conseguenze delle decisioni. Un confronto diretto, costruito sul linguaggio del cinema ma alimentato da una formazione giuridica attenta alle implicazioni etiche e sociali del racconto. L'incontro si inserisce nel percorso di Art. 34, gruppo di studenti che opera all'interno di Falling in Law - International Network of Law and Culture, progetto che promuove il dialogo tra diritto e arti come strumenti di analisi del presente.
K.Lykoudis--AN-GR