Athens News - Al Festival del cinema di Goteborg di scena la verità contro la manipolazione

Al Festival del cinema di Goteborg di scena la verità contro la manipolazione
Al Festival del cinema di Goteborg di scena la verità contro la manipolazione

Al Festival del cinema di Goteborg di scena la verità contro la manipolazione

Di Lella: "Ottima selezione italiana, testimonia la vitalità del nostro cinema"

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(di Alex Maxia) Il 49/o Gothenburg Film Festival è incentrato sul tema 'verità' e ne chiede al pubblico il valore. "La verità ha iniziato a essere distorta e a perdere importanza nella nostra società" ha dichiarato Pia Lundgren, direttrice artistica del festival intervistata dall'ANSA. "Ciò influisce sulle fondamenta stesse della democrazia in una società. Vediamo come la manipolazione, le teorie del complotto e la resistenza ai fatti siano diventate sempre più comuni e come i nostri media, i social media e la retorica politica non mettono più la verità al centro" ha sottolineato. "È anche un tema centrale nella storia del cinema e moltissimi registi hanno tratto ispirazione da storie incentrate sulla verità". Per enfatizzare il tema gli organizzatori hanno regalato biglietti per il festival a coloro che erano abbastanza coraggiosi da dire la verità in pubblico. Una 'macchina della verità' è stata piazzata in un centro commerciale il fine settimana prima dell'inizio del festival e in molti volevano provarlo: "Io sono stata la prima a provarlo. Già da quando hanno iniziato ad attaccare tutti i fili mi è salita la pressione ma è stato divertente" ha aggiunto la direttrice sorridendo. Molti film italiani sono presenti alla selezione: "Siamo molto soddisfatti della collaborazione che abbiamo instaurato anche nel campo del cinema italiano con Cinecittà, tra gli altri". "L'altra sera ho presentato 'Un anno di scuola' di Laura Samani che parla di una ragazza svedese in età liceale che si è trasferita in Italia" ha rimarcato Lundgren, che ha moderato un dialogo con il cast dopo la proiezione. Presente a Göteborg anche Francesco Di Lella, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura a Stoccolma che ha sottolineato l'importanza di promuovere il cinema italiano al festival principale della Scandinavia in collaborazione con Cinecittà: "La selezione italiana è ottima e testimonia la vitalità e la creatività del nostro cinema, che si avvale sia di maestri affermati come Mario Martone e Pietro Marcello, sia, e forse soprattutto, di talentuosissimi giovani artisti che si servono del cinema come di uno strumento di ricerca artistica e intellettuale, sperimentandone le possibilità narrative e visive. Nel corso del Festival sono stati particolarmente apprezzati i Q&A con i registi e le registe presenti, ovvero Giulio Bertelli, Carolina Cavalli, Laura Samani e Matteo Zoppis" ha sottolineato Di Lella. Una delle prime pellicole a vincere un riconoscimento al festival di quest'anno è stata 'Mecenaten' (la Mecenate), che ha vinto il premio della Chiesa svedese: "Una storia abilmente intessuta su una donna invisibile che coglie l'occasione per cambiare e realizzarsi. Un dramma da camera in cui potere, status e arte si mescolano in un gioco pericoloso che affascina. Un film con regia, fotografia e recitazione azzeccate" ha scritto la giuria nella motivazione. La protagonista del film, una donna delle pulizie che si finge mecenate, è stata ispirata da un'idea della regista da quando lavorò come assistente per gli anziani nei quartieri affluenti di Stoccolma: "La porta era sempre aperta, quindi potevi entrare di nascosto. Ho iniziato a fantasticare su cosa sarebbe successo se avessi finto di essere di vivere lì. Forse non se ne sarebbero accorti perché la casa era così grande", ha rimarcato la debuttante regista Julia Thelin che ha tradotto la sua fantasia in copione. "Si tratta semplicemente di una persona un po' invisibile che poi ha iniziato a entrare e a vivere in un mondo fantastico in un ambiente di classe superiore" ha rimarcato Thulin. Carla Sehn, nota per la serie Netflix 'Love & Anarchy', riveste il ruolo della protagonista una parte a cui teneva moltissimo: "Aveva vissuto nella vergogna così a lungo che non ce la faceva più. Quindi ora doveva solo andare avanti e vivere secondo il proprio intuito" ha rimarcato Sehn, parlando con l'ANSA dopo la seconda proiezione. Sehn viaggia spesso in Italia e si ripromette di imparare l'italiano: "Sono completamente ossessionata dal cinema italiano... Ci Eravamo Tanto Amati, adoro Fellini, Ettore Scola, Paolo Sorrentino - La Grande Bellezza. Sono una grande fan del cinema italiano." Sulla possibilità di fare un film in Italia: "chiamatemi!".

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S.Karpathios--AN-GR