Alla Scala 13 opere, apre Otello e poi va in Asia
Titoli presentati nei giorni scorsi al cda e oggi ai sindacati
Opere che alla Scala hanno debuttato per poi diventare di casa nei teatri di tutto il mondo e opere che alla Scala non sono mai state eseguite: è un mix di elementi diversi, a quanto apprende l'ANSA, la prossima stagione del teatro alla Scala che prevede 13 titoli di opera, 7 di balletto, presentati nei giorni scorsi al cda e oggi ai sindacati. Sarà Otello - opera composta da Verdi proprio per la Scala nel 1887 - ad aprire il prossimo 7 dicembre la stagione d'opera del teatro. Per la prima volta arrivano alla Scala Leonora di Ferdinando Paër, opera che ispirò Fidelio di Beethoven, e Nixon in China, lavoro di John Adams del 1987 che qui arriva nell'allestimento di Valentina Carrasco, applaudito all'Opéra di Parigi. E Otello andrà poi in tour in Corea e Giappone a settembre. Assunto l'incarico di nuovo direttore musicale, sarà Myung-Whun Chung a dirigere Otello, che manca dalla Scala dal 2005. L'allestimento è affidato a Damiano Michieletto con un cast che include il tenore Brian Jagde (che già due anni è stato protagonista del 7 dicembre con La forza del destino), il veterano Luca Salsi e Eleonora Buratto. Chung sarà sul podio anche per un altro classico verdiano, Macbeth, con la regia di Barrie Kosky, mentre Michieletto firmerà l'allestimento di Don Quichotte di Massenet diretto da Bertrand De Billy. Torna lo spettacolo più iconico della Scala: la Bohème del 1963 di Franco Zeffirelli con Daniel Oren sul podio. In programma Les pêcheurs de perles di Bizet, con la regia di Arnauld Bernard, che segna il debutto milanese di Henrik Nànàsi sul podio. Debutterà alla Scala nell'opera anche Francesco Ivan Ciampa, con Anna Bolena nella produzione firmata da Chiara Muti. Debutto scaligero anche per il giovane regista Daniele Menghini che curerà Leonora (opera che è stata modello per Fidelio e che va in scena nell'anniversario beethoveniano) diretta da Roland Böer, mentre per Nixon in China sul podio salirà Kent Nagano. Manca dalla Scala da 55 anni I Puritani, che sarà presentata con la regia di Davide Livermore e la conduzione di Fabio Luisi, mentre il direttore musicale uscente del Piermarini, Riccardo Chailly, continua la sua esplorazione nella musica russa novecentesca con The Rake's Progress di Stravinskij con la regia fi Kasper Holten. È una ripresa Don Giovanni con la regia di Robert Carsen affidato alla bacchetta di Thomas Guggeis così come Il Barbiere di Siviglia con la regia di Leo Muscato e il trentenne Giulio Cilona, mentre Marcos Morau sarà nel ruolo di regista-coreografo per Dido and Aeneas di Purcell con la conduzione di Gianluca Capuano. Morau è anche coreografo di Etude che con The Four Seasons di David Dawson è un nuovo dittico nella stagione del balletto che si aprirà con lo Schiaccianoci e proseguirà con Giselle, però nella versione di Akram Khan, che finora non era mai uscita dal Regno Unito, il Gala Fracci, Sogno di una notte di mezza estate di Balanchine, il ritorno di Paquita di Pierre Lacotte, andato in scena lo scorso anno e un trittico per il centenario di Maurice Bejart con L'oiseau de feu, Boléro e, per la prima volta alla Scala, Serait-ce la mort. Torna invece con i Berliner Philharmoniker per un concerto Kirill Petrenko, in attesa di vederlo di nuovo sul podio di un'opera nel 2028. E torna, dopo il successo del Ring, Alexander Soddy mentre debutta con l'orchestra di casa Klaus Klaus Mäkelä, trentunenne che succede a Riccardo Muti alla guida della Chicago Symphony Orchestra e prende anche la guida del Concertgebouw.
B.Tsoukalis--AN-GR