Athens News - Nuove minacce a Tommaso Cerno, solidarietà bipartisan al direttore del Giornale

Nuove minacce a Tommaso Cerno, solidarietà bipartisan al direttore del Giornale
Nuove minacce a Tommaso Cerno, solidarietà bipartisan al direttore del Giornale

Nuove minacce a Tommaso Cerno, solidarietà bipartisan al direttore del Giornale

Il direttore de Il Giornale, Tommaso Cerno, è da tempo nel mirino del radicalismo e dell’estremismo islamico e dell’estrema sinistra. Quasi quotidianamente in redazione arrivano lettere di minaccia, cariche di risentimento, per la sua crociata contro la saldatura, sempre più evidente, tra islam e associazionismo rosso estremista.

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Il direttore de Il Giornale, Tommaso Cerno, è da tempo nel mirino del radicalismo e dell’estremismo islamico e dell’estrema sinistra. Quasi quotidianamente in redazione arrivano lettere di minaccia, cariche di risentimento, per la sua crociata contro la saldatura, sempre più evidente, tra islam e associazionismo rosso estremista.

È tra i pochi in Italia a cercare di fare luce sulle oscure trame che vengono tessute nelle retrovie, a puntare i fari su finanziamenti non limpidi e su relazioni torbide. E, infatti, anche in queste ore è stato oggetto dell’ennesima minaccia, una fatwa islamista, che si aggiunge alle numerose che sono arrivate solo nell’ultimo periodo.

“Minacce quotidiane ma andiamo avanti. Perché il Corano non è la Costituzione.

Se non fermiamo l’islamismo che ha preso in mano la sinistra e i nostri diritti finiremo come polli visto che il maiale già ce l’hanno vietato perfino a scuola. È il vero pericolo che corriamo”, ha scritto oggi il direttore in un post pubblicato su X.

Stavolta sono gli islamici, in passato sono stati gli anarchici e i pro Pal, una galassia di soggetti che cerca di mettere il bavaglio a chi esercita la libertà di pensiero e di parola. Una libertà che vorrebbero venisse tolta per impedire che venga esposto quanto accade nei dietro le quinte della politica e dell’associazionismo.

“Piena e convinta solidarietà al direttore Tommaso Cerno per le nuove minacce di matrice islamista ricevute. È inaccettabile che, ancora una volta, si tenti di intimidire e condizionare la libertà di espressione.

Nessuna intimidazione, nessuna minaccia può far arretrare il diritto di informare, di esprimere liberamente le proprie idee e di denunciare ciò che si ritiene giusto. A Tommaso Cerno rivolgo il mio incoraggiamento a proseguire con determinazione il proprio lavoro, nella consapevolezza che la liberta’ di stampa e di opinione sono valori irrinunciabili che vanno sempre difesi”, ha affermato il presidente del Senato, Ignazio La Russa.

“Esprimo la mia solidarietà al direttore de ‘Il Giornale’ Tommaso Cerno e a tutta la redazione. Condanno fermamente ogni tentativo di intimidazione.

La libertà di stampa è un presidio democratico fondamentale, ogni attacco o minaccia va respinto con decisione”, ha affermato il presidente della Camera, Lorenzo Fontana. Anche il ministro Giuseppe Valditara ha voluto rivolgere un messaggio di solidarietà al direttore “per le nuove, gravissime minacce ricevute.

Nessuna intimidazione può essere tollerata in una società libera e democratica. La libertà di espressione e di stampa è un principio irrinunciabile della nostra Costituzione, che nessun fanatismo religioso potrà mettere in discussione.

A Cerno la mia vicinanza e il mio sostegno”. Il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, ha offerto “piena solidarietà al direttore de ‘Il Giornale’, Tommaso Cerno, per gli attacchi ricevuti.

Nessuno ha il diritto di mettere a tacere e minacciare chi, con il proprio lavoro di informazione e analisi, denuncia con coraggio il rischio del radicalismo islamico e dei suoi legami con una certa parte della politica”. Il ministro per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati ha espresso “solidarietà al direttore de Il Giornale, Tommaso Cerno, e a tutta la redazione per le gravi e ripetute minacce ricevute.

Nessuna forma di intimidazione o fanatismo islamico può mettere a tacere la libertà di stampa e di espressione, principi fondamentali della nostra democrazia. A tutti loro va la mia più sincera vicinanza e il mio sostegno”.

“Solidarietà a Tommaso Cerno e ai giornalisti del Giornale per le minacce ricevute a causa delle inchieste sul radicalismo islamico e le sue connessioni con ambienti della sinistra italiana”, ha affermato Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d’Italia. “Solidarietà al direttore de Il Giornale, Tommaso Cerno, per le minacce ricevute.

Le inchieste e il lavoro di informazione che porta avanti rappresentano un contributo importante al dibattito pubblico e alla difesa della libertà di stampa e di espressione. Le intimidazioni e le minacce, da qualunque parte provengano, sono inaccettabili e non possono trovare spazio in una società democratica.

Questi attacchi non fermeranno chi ha il coraggio di fare vera informazione e difendere i nostri valori. A Tommaso Cerno va la nostra piena solidarietà e la vicinanza più convinta”, ha affermato il senatore Maurizio Gasparri, presidente della Commissione Esteri e Difesa del Senato.

La Lega sui social, nel suo messaggio di solidarietà, scandisce con chiarezza che “nessuna intimidazione potrà fermare chi difende ogni giorno la libertà di espressione e i nostri valori denunciando senza paura i pericoli dell’Islam politico. La Lega è al suo fianco, senza esitazioni”.

Anche Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, ha voluto esprimere “la piena solidarietà mia e dei deputati di Fratelli d’Italia al direttore de Il Giornale, Tommaso Cerno, per le minacce e gli attacchi ricevuti. Negli ultimi mesi Cerno ha avuto il merito di portare all’attenzione pubblica, con coraggio e determinazione, il tema del rischio rappresentato da determinate forme di estremismo islamista e della necessità di difendere i nostri valori, le nostre libertà e la nostra identità.

A Cerno va la nostra vicinanza e il nostro sostegno”. Silvia Sardone, europarlamentare e vicesegretario della Lega, nella sua nota di vicinanza ha evidenziato come sia “sempre più evidente che la sinistra pur di raccattare voti nelle comunità islamiche sia disposta a calpestare la nostra identità, i nostri valori.

Sta ‘abbracciando’ l’islamismo e chi vorrebbe cancellare le nostre leggi e i diritti delle donne. A sinistra vogliono i voti islamici, di quelli che sognano la sharia in Italia.

È un deprimente percorso che vediamo in tutta Europa: a sinistra mettono candidati islamici nelle liste per sopravvivere. Non capiscono che facendo entrare nelle istituzioni chi odia i valori dell’Occidente danneggiano tutti”.

L’onorevole Francesco Filini ha ribadito che “le minacce rivolte a Tommaso Cerno sono un fatto grave che merita una condanna senza ambiguità. A lui rivolgo la mia solidarietà e il mio sostegno per aver scelto di non sottrarsi a un confronto pubblico su questioni delicate, come la diffusione dell’estremismo islamista e il rispetto dei principi e delle regole della nostra società.

Attendiamo una condanna netta da tutte le forze politiche, soprattutto quelle che molto spesso parlano di libertà di espressione in pericolo”. Sara Kelany, nella sua nota di vicinanza, scrive che “lottare a difesa dei diritti e dei valori dell’Occidente provoca reazioni violente in coloro che vorrebbero che l’Islam integralista prevalga, ma la libertà di stampa e di parola sono valori non negoziabili.

Sappiano gli estremisti, i violenti e coloro che minimizzano il rischio che difenderemo i nostri valori costituzionali e che la Sharia non ha diritto di cittadinanza nei confini nazionali. Al direttore Cerno non solo va la nostra piena solidarietà, ma anche il nostro più veemente sostegno.

Che le sinistre abbiano un sussulto di dignità e si schierino a difesa di un giornalista minacciato, a difesa della libertà di stampa e contro ogni fondamentalismo, anche se credo che attenderemo invano”.

Anche Augusta Montaruli, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera ha espresso “solidarietà a Tommaso Cerno per le inaccettabili minacce ricevute. Non possono essere queste le conseguenze di chi denuncia l’estremismo islamico.

La libertà di informazione è il pilastro della nostra democrazia e va sempre difesa”. Il responsabile organizzazione di FdI Giovanni Donzelli denuncia sui social che “come sempre la libertà d’informazione e l’importanza dell’inchiesta giornalistica per qualcuno valgono solo a senso unico.

Solidarietà a Tommaso Cerno e alla redazione de Il Giornale per le minacce ricevute in seguito agli importanti servizi realizzati sul radicalismo islamico” e la deputata Giovanna Miele, capogruppo della Lega in commissione Cultura, Scienza e Istruzione, esprimendo solidarietà, ricorda che “la libertà di parola, un diritto sancito dalla nostra Costituzione, non è affatto negoziabile. Il suo instancabile lavoro di informazione, così come il suo contributo al dibattito pubblico, è il sale della democrazia, che piaccia o meno”.

Susanna Ceccardi, europarlamentare della Lega, in una nota offre al direttore “tutta la mia solidarietà per le minacce che riceve ogni giorno. Nessun giornalista dovrebbe chiedersi, prima di firmare un articolo, quali conseguenze rischia per sé o per chi gli sta accanto.

Tommaso ha scelto di denunciare le imposizioni dell’islamismo e il servilismo di una certa sinistra, pronta a barattare i diritti delle donne e i valori occidentali con un pugno di voti. Chi pensa di zittirlo con la paura sappia che non è solo: questa battaglia ci accomuna e mi troverà sempre al suo fianco.

In Italia ciascuno è libero di professare la propria fede perché la Costituzione garantisce a tutti questo diritto. È la stessa Costituzione che tutela una donna che sceglie di non portare il velo e un giornalista che critica una dottrina religiosa.

Nessuno può invocare un precetto religioso per decidere al posto di quella donna o per imporre il silenzio a quel giornalista. È qui che la battaglia di Tommaso incontra quella che porto avanti al Parlamento europeo contro l’islamismo politico.

A chi giustifica ogni imposizione in nome di un presunto rispetto delle culture dico che la libertà di una donna non cambia valore a seconda di chi la calpesta. I diritti conquistati in Occidente non sono a geometria variabile, valgono per tutti anche quando difenderli costa una polemica e qualche consenso in meno.

Sulle minacce a Cerno mi aspetto parole chiare anche da chi non condivide una riga dei suoi editoriali. Oggi tristemente tocca a Tommaso fare i conti con quelle minacce.

Difendere il suo diritto di scrivere è difendere il diritto di chi domani vorrà contraddirlo”. L’onorevole della Lega Andrea Barabotti sottolinea in una nota che “oggi dire le cose come stanno è diventato pericoloso.

Piena solidarietà al direttore Tommaso Cerno per le minacce ricevute e a tutti coloro che non rinunciano alla verità, nonostante i rischi che questo comporta. A prescindere da come la si pensi, difendere la libertà di espressione significa difendere la libertà di tutti.

Su questo non sono accettabili ambiguità o silenzi da parte di nessuno”.

La senatrice Michaela Biancofiore, invece, scrive che “chi pensa di mettere a tacere una voce libera attraverso la paura deve trovare una risposta ferma e unanime. Sono al suo fianco nella difesa di principi sui quali non accettiamo compromessi: libertà di espressione, uguaglianza tra uomini e donne, laicità dello Stato e dignità della persona.

Sono il fondamento della nostra democrazia e non permetteremo che vengano messi in discussione. Dobbiamo arginare l’islamismo radicale e contrastare ogni pretesa di imporre alla società regole religiose che comprimano i diritti e le libertà.

In Italia la Costituzione viene prima di qualsiasi precetto religioso. Nessuno può usare la fede per giustificare intimidazioni, subordinare le donne o imporre il silenzio a chi dissente.

L’integrazione richiede il rispetto delle nostre leggi e non può diventare la rinuncia alla nostra identità e alle nostre conquiste civili. La libertà di credere, di non credere e di esprimere il proprio pensiero deve essere garantita a tutti.

Anche dalla sinistra pretendo parole chiare: condannare le minacce e contrastare il fondamentalismo deve essere un impegno senza ambiguità, senza alibi e senza calcoli di convenienza politica. Difendere i nostri valori significa avere il coraggio di farli rispettare”.

Si rivolge poi direttamente al direttore: “Caro Tommaso continua a testa alta. Hai la mia vicinanza e il mio pieno sostegno.

Chi vuole intimidirti deve sapere che non sei solo: sulla libertà, sui diritti e sulla democrazia non arretreremo di un millimetro”.

Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati, ricorda che “minacce e intimidazioni non fermeranno l’impegno di un professionista dell’informazione che da tempo conduce, con coraggio e determinazione, una battaglia di verità e denuncia contro ogni forma di estremismo islamista che, giorno dopo giorno, prova a picconare i nostri valori e la nostra democrazia”. Anche l’onorevole Walter Rizzetto ha offerto “piena solidarietà a Tommaso Cerno, il quale non si farà mai domare da una sinistra ormai nemica dell’Italia ne da quattro scalmanati.

E la tua voce sarà la nostra, forza Tommaso”. Mentre la senatrice Lavinia Mennuni dai social ribadisce che “siamo in uno Stato libero nel quale vige la libertà di espressione del pensiero.

Solidarietà a Tommaso Cerno per il coraggio con cui svolge il suo lavoro di giornalista”. Il deputato della Lega Igor Iezzi ha evidenziato che “in Italia non c’è spazio per gli estremisti islamici.

Nè tantomeno per chi tenta di mettere a tacere con minacce ignobili un giornalista che con grande professionalità sta conducendo un’inchiesta coraggiosa che chiarisce quanto l’islam politico sia un pericolo per il nostro Paese e una minaccia per la nostra sicurezza e i nostri valori. Solidarietà a Tommaso Cerno, vittima dell’ennesimo gravissimo episodio di intimidazione.

Giù le mani dalla stampa”. Anna Maria Cisint, europarlamentare della Lega, ha chiarito che “gli islamisti sono così: non tollerano la libertà di pensiero e la democrazia, perché vogliono sostituirla con una teocrazia basata sul Corano.

Per questo vanno tanto d’accordo con la sinistra. Massima solidarietà a Tommaso Cerno, voce libera e coraggiosa che ha compreso il pericolo dell’avanzata islamica e, come me, la denuncia e la combatte, anche a rischio della propria vita, per difendere le nostre libertà e le nostre istituzioni.

Con il direttore Cerno condividiamo da tempo questa battaglia per il futuro del nostro Paese. Di certo non ci faremo intimorire e non cederemo di mezzo millimetro”.

Luca Toccalini, deputato e segretario della Lega Giovani, si è detto “vicino al direttore Tommaso Cerno per i vili attacchi ricevuti in queste ultime ore. La nostra democrazia non puo’ certo essere soggiogata all’Islam politico.

La difesa della nostra identita’, dei nostri diritti e della liberta’ deve venire prima di tutto. Spiace constatare che ci sia ancora chi remi contro questo principio”.

Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia e Presidente della Commissione editoria della Camera, definisce il direttore come “bersaglio di vili attacchi e intimidazioni che non possono lasciare spazio a tentennamenti o ambiguità. Cerno ha avuto il coraggio di accendere i riflettori su dinamiche complesse e su forme di fondamentalismo che minacciano la nostra convivenza democratica e i princìpi fondamentali della nostra civiltà.

È indispensabile che le istituzioni e il mondo politico mantengano altissima la guardia contro ogni forma di radicalismo e intolleranza, difendendo senza riserve il diritto dei giornalisti a informare liberamente e a non cedere a logiche di censura”. Mara Carfagna, segretario di Noi Moderati, ha offerto “solidarietà e vicinanza a Tommaso Cerno e ai giornalisti de Il Giornale per le gravi minacce che denunciano di ricevere quotidianamente da ambienti dell’estremismo islamista, a causa delle loro inchieste e della determinazione con cui continuano a esercitare il diritto e il dovere di informare.

Nessuna forma di fanatismo o intimidazione può mettere in discussione la libertà di stampa e di espressione, princìpi irrinunciabili di ogni democrazia. Difenderli significa difendere la libertà di tutti”.

Simone Leoni, segretario nazionale di Forza Italia Giovani, ribadisce che “la libertà di stampa e di espressione è un pilastro irrinunciabile della nostra democrazia e va difesa sempre, senza ambiguità né compromessi. Preoccupa, invece, l’atteggiamento di chi sottovaluta i pericoli dell’estremismo islamista, arrivando a chiudere gli occhi di fronte a chi mette in discussione i principi fondamentali della nostra società.

Nessuna forma di fanatismo o integralismo può prevalere sui nostri diritti e sulle nostre libertà”. Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia, nella sua nota scrive: “A Tommaso Cerno, bersaglio di volgari intimidazioni, va, per l’ennesima volta, la consueta e dovuta solidarietà non è tollerabile che un giornalista sia vittima di minacce figlie di un fanatismo che non può trovare alcuna tolleranza”.

Renato Schifani, presidente della Regione siciliana, ha espresso “solidarietà a Tommaso Cerno, direttore de Il Giornale, destinatario dell’ennesima minaccia di matrice islamista, accompagnata da una nuova fatwa, dopo le inchieste giornalistiche sul radicalismo islamico e sui suoi legami in Italia. Le minacce e le intimidazioni sono inaccettabili.

La libertà di stampa e di espressione non si negozia e non può essere messa a tacere da alcuna forma di estremismo. A Cerno e alla redazione de Il Giornale la mia vicinanza”.

Simona Baldassarre, assessore della Regione Lazio con deleghe a cultura e politiche giovanili, ha evidenziato che “le intimidazioni ricevute quotidianamente da Tommaso Cerno sono inaccettabili e richiedono una condanna senza ambiguità. Al direttore del Giornale rivolgo la mia vicinanza personale: apprezzo la fermezza con cui continua ad affrontare il tema dell’islamismo politico, nonostante gli attacchi.

La gravità di ciò che racconta non può essere liquidata come il prezzo da pagare per un’opinione scomoda. Quando un giornalista viene minacciato, è la qualità della nostra democrazia a essere messa in discussione.

L’integralismo si contrasta anche sul terreno culturale, rifiutando che la subordinazione femminile venga presentata come un’usanza da rispettare. Una ragazza deve poter studiare, lavorare e costruire il proprio futuro senza che altri stabiliscano al suo posto quali aspirazioni le siano consentite.

Accettare restrizioni in nome della religione significa tradire l’impegno per le pari opportunità e trovo grave che una parte della sinistra, così sollecita nel distribuire lezioni di civiltà, diventi improvvisamente prudente davanti a queste forme di sopraffazione. Nessun calcolo elettorale può giustificare indulgenze verso chi considera l’emancipazione delle donne una minaccia.

È un arretramento che riguarda l’intera società, comprese le famiglie musulmane che desiderano crescere i propri figli nel rispetto delle nostre regole”. Stefano Cavedagna, europarlamentare di Fratelli d’Italia, ha espresso “massima solidarietà al direttore Cerno, colpito dall’ennesima minaccia da parte di chi evidentemente non conosce cosa sia la libertà di espressione.

Questa è la riprova che dobbiamo difendere l’Occidente e la sua identità. In Italia non si minaccia qualcuno perché ritenuto ‘infedele’.

Faremo il necessario per garantire la libertà nella nostra Nazione.”

Antonella Zedda, vicepresidente dei senatori di FdI, ha espresso “solidarietà al direttore de Il Giornale, Tommaso Cerno, destinatario di gravi minacce in seguito alle inchieste sul radicalismo islamico e sui legami con alcuni ambienti della sinistra italiana. Il diritto di informare, indagare ed esprimere liberamente le proprie idee è sacrosanto e rappresenta un fondamento irrinunciabile della democrazia e non può essere messo in discussione da intimidazioni o minacce.

È invece grave e preoccupante l’atteggiamento di chi continua a minimizzare il rischio dell’estremismo islamista, tollerando comportamenti e ideologie che contrastano apertamente con i valori e i principi della nostra società. Su questo non possono esserci ambiguità: nessun fanatismo può mettere a rischio le nostre libertà”.

La senatrice Ester Mieli, responsabile nazionale del dipartimento Pari opportunità e politiche contro ogni forma di discriminazione del partito, ha poi aggiunto che “le minacce rivolte a Tommaso Cerno e ai giornalisti de Il Giornale da parte di gruppi dell’islamismo radicale sono inaccettabili. Chi racconta i fatti e porta avanti inchieste scomode non deve vivere nella paura.

A loro va tutto il mio sostegno. In una democrazia, la libertà di informare e di esprimersi non si negozia: se cade per uno, cade per tutti”.

Il sottosegretario di Stato Alessandro Morelli ha espresso “piena solidarietà all’amico e collega Tommaso Cerno. Qualsiasi forma di intimidazione verso la libertà di espressione è inaccettabile in una società democratica”.

Così in una nota il Sottosegretario di Stato Alessandro Morelli esprima vicinanza al direttore del Giornale per le nuove minacce di matrice islamista ricevute. ”A Tommaso un abbraccio e il mio incoraggiamento a proseguire il suo lavoro, convinto, conoscendolo che non si farà di certo intimidire”.

Il senatore della Lega, Gianluca Cantalamessa, aggiunge che “il tentativo di intimidire chi fa informazione è inaccettabile e deve trovare una risposta unanime. Non saranno insulti e offese a fermare una testata coraggiosa che non rinuncia alla propria indipendenza.

Il fondamentalismo e l’islam politico sono fenomeni da contrastare con determinazione, senza i distinguo ideologici di una parte della sinistra. La Lega continuerà a parlare chiaro, a difendere la libertà di stampa e a denunciare ogni deriva estremista”.

Cateno De Luca, sindaco di Taorimina, ha offerto “massima solidarietà al direttore Tommaso Cerno per le gravissime minacce di matrice islamista ricevute. La libertà di stampa e la libertà di opinione sono i pilastri della nostra democrazia: nessuna intimidazione potrà mai zittirle.

A lui il mio abbraccio più caloroso”.

A.Fotiadis--AN-GR