Cataratta, intervento inaccessibile per quasi 50 milioni di persone nel mondo
In Africa senza cure il 74% della popolazione, ovunque più svantaggiate le donne
Circa la metà dei 94 milioni di persone che nel mondo soffrono di cataratta non ha accesso all'intervento per correggere il difetto visivo. È quanto emerge dallo studio internazionale pubblicato sulla rivista Lancet Global Health. La cataratta è la principale causa di cecità e la seconda causa di problemi alla vista a livello globale. A causa dell'invecchiamento della popolazione mondiale, il numero di persone affette da questo disturbo continua ad aumentare. Nel 2021 la 74/a Assemblea Mondiale della Sanità ha fissato l'obiettivo di aumentare di 30 punti percentuali entro il 2030 il numero di persone che ha accesso all'intervento chirurgico rispetto al valore del 2000. Il nuovo studio mostra ora che quell'obiettivo non sarà raggiunto, salvo interventi decisi. La ricerca ha preso in considerazione 68 Paesi, analizzando la quota di cittadini con cataratta che riesce a sottoporsi all'operazione e ad avere accesso a successivi interventi correttivi (per esempio, gli occhiali). Rispetto al 2000 i progressi sono stati importanti: si è passati da un 28,2% della popolazione globale al 43,9% del 2020. Se il trend continuasse, nel 2030 si avrebbe un ulteriore incremento dell'8,4% con un 52,3% di copertura. Un valore ancora troppo basso. Restano inoltre profonde differenze geografiche: in Africa, per esempio, tre quarti dei cittadini (74,4%) non ha accesso alle cure, con casi estremi, come quello del Burundi, dove solo il 2,1% ottiene l'intervento. In tutti in contesti, poi, le donne sono svantaggiate: si ammalano di più e ricevono meno cure. "La chirurgia della cataratta è uno degli strumenti più potenti che abbiamo per ripristinare la vista e trasformare la vita", afferma Devora Kestel, direttrice del dipartimento per le malattie non trasmissibili e la salute mentale dell'Oms. "Quando le persone riacquistano la vista, riacquistano indipendenza, dignità e opportunità".
H.Christodoulou--AN-GR