Dolly Parton, scoppia la faida sull'eredità della cantante
Il manager storico accusa di nipote di minacce e estorsione
Volano i fogli di carta bollata sull' eredità di Dolly Parton: la faida sull'enorme patrimonio lasciato dalla regina del country è esplosa pubblicamente quando lo storico manager della cantante ha accusato di minacce e estorsione Bryan Seaver, il nipote ed ex responsabile della sicurezza della zia. Le accuse contro Seaver sono contenute in una richiesta di ordine restrittivo depositata in tribunale. I documenti aprono uno spiraglio sulla battaglia in corso per il controllo dell'impero economico e dell'entertainment costruito dalla Parton, che include il parco divertimenti Dollywood, il Songteller Hotel e il museo Life of Many Colors, la cui apertura è prevista questo mese. La richiesta di ordine restrittivo è stata presentata alla Davidson County Chancery Court di Nashville da She's Alive, la società incaricata di sovrintendere alle numerose attività imprenditoriali di Dolly Parton. A guidarla è Danny Nozell, storico manager della cantante. Seaver, che il mese scorso aveva annunciato la morte per cancro di Dolly è stato licenziato la scorsa settimana dall'incarico di responsabile della sicurezza delle proprietà della cantante. Nei documenti giudiziari depositati ieri viene accusato di aver avviato "una campagna oscena, deliberata e sempre più aggressiva di minacce" con l'obiettivo di spillare denaro dall'eredità di Parton. Tra le prove presentate figurano alcuni messaggi di testo nei quali una persona identificata come Seaver avrebbe rivolto pesanti minacce ad almeno uno dei partner commerciali di Dollywood: "Diventerò la mano della vendetta per tutta la mia famiglia", avrebbe scritto, secondo quanto riportato nella denuncia.
T.Mitsotakis--AN-GR